Catering – un po’ di curiosità

Il termine catering, dall’inglese “to cater”, ossia approvvigionare, indica tutte le attività che sono legate al rifornimento di alimenti e bevande nel contesto che comprende tutte i grandi eventi, come cerimonie, congressi, riunioni, e molto altro. Fatta questa premessa si può affermare che il catering è un servizio offerto da ristoranti, mense e laboratori ad aziende, comunità, scuole che sono sprovviste di una cucina. Ma sempre di più ci si affida al personale occupato in queste attività per eventi di ogni tipo (matrimoni, cresime, pranzi e cene aziendali). Negli ultimi anni, il catering ha avuto un boom passando dal servire piccoli nuclei a grandi ricevimenti per i politici, i personaggi del mondo dello spettacolo fino agli ospedali offrendo una vasta scelta tra antipasti, primi piatti, secondi di carne e pesce, verdure e dolci.

Operare in questi campi non è semplice se dietro non vi è un’adeguata preparazione professionale, l’attitudine a lavorare in gruppo, essere disponibili ai rapporti umani, sapersi organizzare, aver fantasia e creatività. Naturalmente nessuno di noi possiede tutti questi pregi, ma l’esperienza e la preparazione aiutano a svilupparli e farli nostri. Chi è a capo di queste società di servizio deve, per raggiungere gli obiettivi prefissati, unire a tutto questo anche capacità amministrative.

Come aprire una società di catering

Il servizio catering è divenuto sempre più di moda negli ultimi tempi. Ma qual è l’iter burocratico per aprire l’attività di catering?

  • – Aprire una partita IVA
  • – Certificato di agibilità dell’azienda sanitaria locale ove è dislocato il laboratorio per la preparazione del cibo
  • – Modello COM1 (ed eventualmente il COM2)
  • – Certificazione prevenzione incendi (per locali di superficie maggiore di 400 metri quadrati)
  • – Certificati di conformità di impianti e macchinari utilizzati
  • – DIA (dichiarazione di inizio attività).

Quando si è deciso di aprire una nuova attività economica, bisogna innanzitutto recarsi da proprio commercialista di fiducia. Infatti è indispensabile aprire innanzitutto una partita IVA. Allo stesso tempo ti indicherà il necessario per aprire una posizione assicurativa e di previdenza sociale (INPS). Dato che si tratta di un’azienda che prepara e cucina del cibo, è indispensabile contattare l’azienda sanitaria locale della città nella quale è ubicato il laboratorio di trasformazione. Dopo un attento controllo del luogo darà o meno il nulla osta per l’avvio dell’esercizio, rilasciando specifico certificato “di agibilità”. E’ necessario recarsi in comune e consegnare il modello COM 1 o, a seconda dei casi, il COM2, per richiedere al comune l’autorizzazione ad aprire l’attività. La domanda deve essere presentata almeno trenta giorni prima dell’inizio dell’attività.

Se il laboratorio ricopre una superficie maggiore di 400 metri quadrati, si è costretti ad ottenere dai vigili del fuoco specifica certificazione di prevenzione incendi. Oltre a tutto ciò, è necessari dotarsi di tutte le certificazioni di conformità necessarie per macchinari ed impianti installati nel laboratorio. Prima di aprire è inoltre necessario inviare la DIA (denuncia di inizio attività) alla ASL competente, che ad esito positivo naturalmente, rilascerà il numero di registrazione e l’autorizzazione

By | 2017-07-19T09:02:18+00:00 3 Aprile 2017|catering|0 Comments